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Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta | Trump: «Probabile il ritiro delle truppe dall'Italia, non ci hanno aiutato. Sull'Iran tempesta ormai inevitabile»

di Redazione Online

Le notizie di venerdì 1 maggio sull'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran, in diretta. Centcom, «bloccate 42 petroliere, per l'Iran perdita finanziaria di 6 miliardi di dollari»

Trump

  • Il 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l’Iran. Uccisi Khamenei e decine di leader di governo. L’Iran ha risposto colpendo Israele, le basi Usa nel Golfo e i Paesi che le ospitano, bloccando il trasporto di petrolio nello Stretto di Hormuz e mobilitando Hezbollah in Libano

  • Il 23 aprile è stata annunciata una proroga al cessate il fuoco di 10 giorni tra Israele e Libano iniziato il 17 aprile. La tregua potrebbe rappresentare un primo passo in avanti per un accordo tra Iran e Usa, ma i negoziati sono in stallo. Gli inviati Usa Witkoff e Kushner dovevano incontrare la delegazione iraniana a Islamabad, ma non sono partiti per il Pakistan: Trump li ha fermati

  • Dopo l'annuncio del cessate il fuoco Usa-Libano, l'Iran ha riaperto (e poi richiuso) lo Stretto di Hormuz. Trump ha precisato che il blocco navale Usa - in vigore dal 13 aprile e relativo solo a navi che navigano da/per porti iraniani - resta in vigore 

  • Il ministro iraniano Araghchi: «Valutiamo la richiesta di colloqui diretti con gli Usa». Putin lo riceve a San Pietroburgo. Rubio: «Non possiamo tollerare che Teheran gestisca Hormuz»

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9:27 | 01 Maggio

Media, Israele ha inviato sistema Laser Dome a Emirati

Israele ha inviato il sistema di difesa missilistica laser `Iron Beam´ (conosciuto anche come Laser Dome) e altri equipaggiamenti militari negli Emirati Arabi Uniti per aiutare il Paese a resistere agli attacchi iraniani durante la campagna israelo-americana contro la Repubblica islamica. Lo riferisce il Financial Times (Ft). «Secondo due persone a conoscenza della questione, Israele si è affrettato a inviare il sistema di sorveglianza leggero Spectro, che ha aiutato gli Emirati Arabi Uniti a rilevare i droni in arrivo, in particolare gli Shahed, a una distanza di 20 chilometri», si legge nel pezzo. Una delle fonti ha affermato che Israele ha anche inviato una versione del suo sistema di difesa laser Iron Beam. Israele ha schierato i sistemi Iron Beam nel 2025 per respingere gli attacchi di Hezbollah. Iron Beam e Spectro hanno integrato il sistema di difesa missilistica Iron Dome già schierato negli Emirati, accompagnato da decine di operatori. «Sul posto è presente un numero significativo di militari», hanno riferito le fonti chiarendo che, a causa dei rapidi sviluppi della situazione, Israele ha dovuto inviare agli Emirati Arabi Uniti prototipi di armi o armi non ancora completamente integrate con i sistemi radar israeliani. Israele ha condiviso con gli Emirati Arabi Uniti anche informazioni di intelligence in tempo reale sui preparativi in Iran occidentale per il lancio di missili a corto raggio contro gli Emirati. Il Ministero della Difesa israeliano e gli Emirati Arabi Uniti si sono rifiutati di commentare le informazioni. Nel 2020, con la partecipazione degli Stati Uniti, sono stati firmati gli Accordi di Abramo per la normalizzazione delle relazioni tra Israele e tre paesi arabi: Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Marocco. In seguito, Israele e gli Emirati hanno sviluppato relazioni economiche e di difesa.

8:09 | 01 Maggio

Media, pressing governo per destituire ministro Araghchi

Alti funzionari iraniani starebbero cercando di destituire il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ritenendolo eccessivamente allineato alla posizione del capo delle Guardie Rivoluzionarie nei negoziati con gli Stati Uniti. Lo riporta la testata legata alla diaspora iraniana all'estero, Iran International. Secondo quanto riferito, il presidente Masoud Pezeshkian e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf accusano il capo della diplomazia di averli messi da parte e di non agire come ministro in rappresentanza del governo, bensì come assistente del comandante delle Guardie Rivoluzionarie Ahmad Vahidi. Citando due fonti a conoscenza dei fatti, la testata afferma che Pezeshkian ha comunicato ai suoi collaboratori che licenzierà Araghchi se la situazione dovesse persistere. L'indiscrezione arriva sullo sfondo delle voci di forti disaccordi tra i più alti funzionari iraniani riguardo alle posizioni assunte nei colloqui con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra e rendere permanente l'attuale cessate il fuoco. Le frizioni si consumerebbero sull'opportunità o meno di includere il programma nucleare iraniano nei negoziati sulla guerra.

8:09 | 01 Maggio

Axios, Trump informato per 45 minuti sui nuovi piani d'attacco

L'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale dell'esercito degli Stati Uniti (Centcom) e il capo di stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, hanno informato questa notte il presidente statunitense Donald Trump per 45 minuti su nuovi piani operativi per possibili attacchi contro l'Iran. Lo riporta Barak David di Axios citando due alti funzionari americani. Il briefing indica che Trump sta valutando seriamente la possibilità di riprendere i combattimenti in Iran, sia per cercare di sbloccare l'impasse nei negoziati, sia per sferrare un colpo decisivo prima della fine della guerra.

7:35 | 01 Maggio

Il punto della situazione, ad ora: Trump, la «tempesta inevitabile» e le parole sull'Italia

(Luca Angelini) «La tempesta è ormai invevitabile», tuona Donald Trump sul suo social Truth. Il posto degli americani è «in fondo al mare del Golfo Persico», si era premurato di far sapere, poco prima, Mojtaba Khamenei, l'invisibile Guida Suprema di un Iran la cui popolazione, racconta Greta Privitera, è sempre più allo stremo.

A Trump, i vertici del comando americano Centcom avrebbero presentato opzioni militari che includono piani per raid brevi, intensi e chirurgici, per piegare Teheran e costringerla a negoziare. Il regime si dice pronto a rispondere colpo su colpo, ma anche diversi esperti dubitano che questa strategia possa sbloccare lo stallo. L’ex generale americano Mark Kimmitt dice: «Credo che se ci aspettiamo che una breve serie di attacchi contro di loro li costringa a tornare ai negoziati alle nostre condizioni, dobbiamo ripensarci».

Commenta l'ambasciatore Giampiero Massolo: «Qui entra in gioco l’apoteosi della minaccia della forza, mista allo stupore che ad essa non corrisponda l’immediata resa della controparte iraniana. L’escalation verbale per evitare di far seguire i fatti (densi di rischi) alle parole. Inconcepibile per lui che non si ceda al più forte. In fondo, è la stessa logica applicata agli alleati europei: codardi da sanzionare, con sprezzo e ignoranza dei loro vincoli costituzionali e di bilancio. Sgrammaticature americane, certo. Ma è ancora la geopolitica a riproporsi. Il richiamo alla realtà. Davvero gli ayatollah credono di poter conservare a lungo il loro potere mentre l’Iran rischia la distruzione? E gli europei per quanto tempo ancora pensano di potersi estraniare da un conflitto che coinvolge la loro stabilità economica, energetica e sociale? La geopolitica ha le sue regole. Talvolta, fermarsi alle parole può far perdere il senso delle cose».

In ogni caso, anche ieri Trump ha trovato tempo e modo di attaccare pure i Paesi alleati, Italia inclusa. «Ha parlato della possibilità di ritirare alcuni soldati dalla Germania. Prenderebbe in considerazione di fare la stessa cosa con la Spagna e l’Italia?» - gli chiesto ieri sera una giornalista americana, durante una conferenza stampa-fiume di 50 minuti nello Studio Ovale. E Trump ha replicato: «Sì, probabilmente, perché non dovrei? L’Italia non è stata d’alcun aiuto. E la Spagna è stata orribile, assolutamente orribile. Sapete, è la Nato». Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, commenta: «Non capirei le ragioni di un ritiro».

Oggi dovrebbero scadere i 60 giorni dopo i quali il presidente dovrebbe chiedere l’autorizzazione al Congresso per continuare la guerra in base al War Powers Act; ma il capo del Pentagono Pete Hegseth ha sostenuto ieri al Senato che il conteggio dei 60 giorni si è interrotto per via del cessate il fuoco.

Ma è sul fronte libanese che la pressione si fa insostenibile: ieri, almeno 28 persone sarebbero state uccise nei raid aerei israeiani nel sud del Libano, segno che la guerra continua a correre. In un colloquio con Axios, Trump ha rivelato di aver chiesto a Benjamin Netanyahu di intraprendere solo azioni «chirurgiche», ammonendo: «Non abbattere edifici. Non può farlo. È terribile e fa fare brutta figura a Israele». Ma è lo stesso Trump che non perde occasione per richiedere al presidente israeliano, Isaac Herzog, di concedere a Netanyahu la grazia, definendolo un «eroe nazionale» ingiustamente perseguitato.

​(Questo punto è stato pubblicato su PrimaOra, la newsletter del Corriere: per riceverla basta iscriversi a Il Punto: lo si può fare qui)

6:55 | 01 Maggio

Media, per Berlino «minacce Trump giunte a limite»

Il governo di Berlino ritiene che la «politica di minacce grossolane» del presidente statunitense Donald Trump abbia «raggiunto il suo limite» e si aspetta che Washington si comporti in modo più responsabile nei confronti dei suoi alleati. Lo ha dichiarato a Politico un funzionario dell'esecutivo tedesco. «La sua retorica è diventata inefficace. Il ritiro delle truppe statunitensi dalla Germania indebolirebbe gravemente gli Stati Uniti stessi, e ci chiediamo quando gli adulti a Washington intendano tornare alla ribalta», ha commentato la fonte.

6:31 | 01 Maggio

Guterres, chiusura Hormuz strangola economia mondiale

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha dichiarato che la chiusura dello Stretto di Hormuz «strangola l'economia globale». «Le conseguenze della crisi in Medio Oriente peggiorano drammaticamente con ogni ora che passa», ha scritto Guterres su X, «la limitazione dei diritti e delle libertà di navigazione nell'area dello Stretto di Hormuz perturba i mercati energetici, dei trasporti, manifatturieri e alimentari e strangola l'economia globale». «Ora è il momento del dialogo, di soluzioni che ci riportino indietro dal baratro e di misure che possano aprire una via verso la pace», ha aggiunto Guterres.

6:16 | 01 Maggio

 Axios, Trump informato per 45 minuti su nuovi piani d'attacco all'Iran

L'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, e il Capo di Stato Maggiore congiunto, generale Dan Caine, hanno informato Trump sui piani per possibili attacchi contro l'Iran. Lo riporta Barak Ravid di Axios, aggiungendo che, secondo 2 funzionari il briefing di giovedì è durato 45 minuti. Il cessate il fuoco tra Usa e Iran, iniziato ai primi di aprile, ha «posto fine» alle ostilità tra le parti ai fini della scadenza congressuale sui poteri di guerra. Lo ha chiarito un funzionario dell'amministrazione, secondo i media Usa, dopo che i repubblicani al Senato hanno sollecitato un'interpretazione dei 60 giorni previsti dal War Powers Act.

5:46 | 01 Maggio

Senatore dem Blumenthal, possibile nuovo attacco imminente

Il senatore democratico statunitense Richard Blumenthal ha dichiarato alla Cnn di temere che un nuovo attacco americano all'Iran sia imminente. Blumenthal ha affermato di avere «l'impressione da alcuni briefing» e da altre fonti che «un attacco militare imminente sia decisamente sul tavolo». Il senatore ha parlato di uno scenario «profondamente disturbante» che potrebbe «mettere a rischio figli e figlie d'America» e portare a un «gran numero di vittime».

5:17 | 01 Maggio

Nbc: «Teheran sfrutta tregua per recuperare armi sottoterra»

«L'Iran sta sfruttando il cessate il fuoco per estrarre le armi nascoste sottoterra prima dell'attacco di Usa e Israele o sepolte dai successivi bombardamenti». È quanto riferiscono alcuni funzionari Usa a Nbc. Secondo le fonti, negli ultimi giorni Teheran sta intensificando le operazioni di recupero di missili balistici e munizioni. L'obiettivo della Repubblica Islamica, secondo gli Usa, è ripristinare il proprio arsenale di droni e missili allo scopo di colpire obiettivi in Medio Oriente qualora Washington decida di riprendere gli attacchi.

2:49 | 01 Maggio

Nbc: «Trump dichiarerà fine guerra per aggirare Congresso

L'amministrazione Trump, ai fini della Risoluzione sui Poteri di Guerra, intende dichiarare formalmente concluse le ostilità con l'Iran iniziate lo scorso 28 febbraio. È quanto riferisce un alto funzionario di Washington alla Nbc, alla vigilia della scadenza dei 60 giorni che sono il termine massimo entro il quale il presidente degli Stati Uniti può portare avanti un intervento armato senza l'autorizzazione del Congresso. «Attualmente siamo in un cessate il fuoco, il che significa - dal nostro punto di vista - che il conto alla rovescia di 60 giorni è sospeso», aveva dichiarato ieri il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, durante un'audizione al Senato. «Le ostilità iniziate sabato 28 febbraio sono terminate», aveva sottolineato in precedenza un alto funzionario dell'amministrazione ad Afp, «non ci sono stati scambi di fuoco tra le forze armate statunitensi e l'Iran da martedì 7 aprile». Dichiarare le ostilità concluse è una tattica per tentare di aggirare il Congresso più drastica del sostenere, come ha fatto Hegseth, che il cessate il fuoco fermi il conteggio dei 60 giorni. In questo modo la Casa Bianca intende probabilmente lasciarsi aperta l'opzione di lanciare un nuovo attacco alla Repubblica Islamica e di dichiararlo una seconda operazione, distinta da «Epic Fury», avviata il 28 febbraio.

1:08 | 01 Maggio

Attivata difesa aerea a Teheran contro droni e piccoli velivoli

I sistemi di difesa aerea sono stati attivati in serata contro piccoli velivoli e droni nei cieli sopra Teheran, secondo quanto riportato dai media iraniani. Le agenzie di stampa Tasnim e Fars hanno riferito che, secondo le informazioni disponibili, i sistemi di difesa aerea sono stati attivati «per contrastare piccoli velivoli e droni da ricognizione», senza fornire ulteriori dettagli. In precedenza, avevano già segnalato l'attivazione, senza specificare se si trattasse di un'esercitazione o della neutralizzazione di velivoli ostili. «Il rumore dei sistemi di difesa aerea è cessato dopo circa 20 minuti di attività e contrattacchi contro piccoli velivoli», hanno affermato, aggiungendo che Teheran è tornata alla «normalità».

0:59 | 01 Maggio

Crosetto: «Non capirei ragioni della riduzione di truppe Usa»

«Non ne capirei le ragioni. Come è evidente a chiunque, non abbiamo usato Hormuz. E ci siamo anche resi disponibili ad una missione per proteggere la navigazione. Cosa che peraltro è stata molto apprezzata dai militari americani». Così all'ANSA il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in merito alle dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump, il quale ha definito come «probabile» una riduzione delle truppe Usa in Italia.

0:52 | 01 Maggio

Trump: «L'Italia non ha aiutato, probabile ritiro truppe»

Il presidente americano, Donald Trump, ritiene «probabile» il ritiro delle truppe americane anche dall'Italia «perché non è stata per nulla d'aiuto» nella guerra contro l'Iran. «È probabile», ha risposto il capo della Casa Bianca a una giornalista che gli ha chiesto sull'eventuale ritiro di truppe americane anche da Italia e Spagna oltre che dalla Germania.

«Perché non dovrei? L'Italia non ci è stata di alcun aiuto e la Spagna è stata orribile, assolutamente orribile», ha aggiunto. «È la Nato. Non è nemmeno il fatto che sia una cosa sola. Se lo dicessero gentilmente, o se dicessero: "Va bene, ti aiuteremo". Ma l'aiuto è un po' lento. E noi li aiutiamo con l'Ucraina. Hanno fatto un disastro con l'Ucraina, un disastro totale. E noi li aiutiamo con l'Ucraina. L'Ucraina non c'entra niente. Siamo separati da un oceano. Riguarda loro. È come se fosse la loro porta di casa. Noi li aiutiamo», ha evidenziato Trump. «E Biden ha dato loro 350 miliardi di dollari, il che è stato folle. È uno dei motivi per cui la guerra è continuata. Ma quando avevamo bisogno di loro, non c'erano. Dobbiamo ricordarcelo. E quindi se mai dovessimo averne uno grande, perché non avevamo bisogno di aiuto con l'Iran, avevamo battuto l'Iran fin dal primo giorno. Era finita, era finita, e ora lo è ancora di più», ha continuato.

0:38 | 01 Maggio

Trump: «Merz pensi di più a Kiev e al suo Paese e non interferisca con elimina la minaccia nucleare iraniana»

 Nuovo affondo di Donald Trump contro Friedrich Merz, a cui evidentemente non perdona di aver sostenuto che gli iraniani «stanno umliando» gli Stati Uniti. In un post su Truth social, il presidente americano ha esortato il cancelliere tedesco a «dedicare più tempo a porre fine alla guerra con Russia/Ucraina (dove è stato totalmente inefficace!), e a sistemare il suo Paese in rovina, in particolare per quanto riguarda immigrazione ed Energia, e meno tempo a interferire con coloro che stanno eliminando la minaccia nucleare iraniana, rendendo così il Mondo, inclusa la Germania, un luogo più sicuro!». Il post di Trump arriva dopo le dichiarazioni di ieri sera alla Casa Bianca, dove ha detto che l'amministrazione sta valutando una possibile riduzione delle truppe americane in Germania.

0:35 | 01 Maggio

Trump ribadisce: «A Teheran sono disperati per un accordo»

L'Iran «è disperato per fare un accordo, non può avere capacità nucleari, ma la sua marina, la sua aeronautica e ogni forma di equipaggiamento che aveva sono spariti, sono disperati». Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. «Economicamente, gli Stati Uniti stanno andando davvero bene nonostante l'operazione militare, non la chiamo guerra», ha aggiunto Trump.

0:33 | 01 Maggio

Trump: «Quella con l'Iran non la chiamo guerra ma operazione militare»

L'Iran muore dalla voglia di concludere un accordo. Lo ha detto Donald Trump, parlando del conflitto come «un'operazione militare. Non la chiamo guerra». Il presidente ha quindi ribadito che Teheran non può avere il nucleare.

0:24 | 01 Maggio

Khamenei: difenderemo le nostre capacità nucleari e missilistiche

La Guida suprema dell'Iran, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha affermato che la Repubblica Islamica difenderà le proprie «capacità nucleari e missilistiche» in quanto patrimonio nazionale, nonostante il presidente degli Stati Uniti Donald Trump stia cercando di raggiungere un accordo con Teheran su queste questioni. La dichiarazione di Mojtaba Khamenei era scritta ed è stata letta ad alta voce dalla televisione di Stato iraniana, come quelle precedenti.

«Novanta milioni di iraniani orgogliosi e onorevoli, sia all'interno che all'esterno del Paese, considerano tutte le risorse identitarie, spirituali, umane, scientifiche, industriali e tecnologiche dell'Iran, dalla nanotecnologia e dalla biotecnologia alle capacità nucleari e missilistiche, come beni nazionali, e le proteggeranno proprio come proteggono le acque, il territorio e lo spazio aereo del Paese», ha affermato Khamenei.

0:21 | 01 Maggio

Media: «Israele pronto a riprendere la guerra in Iran già la prossima settimana»

«Israele è in stato di massima allerta e sta intensificando i preparativi per una possibile ripresa della guerra in Iran, visto che il presidente Usa, Donald Trump, sembra vicino ad ordinare nuove azioni militari contro Teheran». Lo riporta il media israeliano Channel 12, ripreso da The Times of Israel. Secondo i media dello Stato ebraico, i funzionari israeliani «si stanno preparando alla possibilità che i negoziati tra Stati Uniti e Iran possano fallire già all'inizio della prossima settimana». Inoltre, «i ministri del governo Netanyahu avrebbero espresso la necessità che Washington intensifichi la campagna di pressione su Hormuz con attacchi militari contro impianti iraniani energetici e infrastrutture governative».

0:16 | 01 Maggio

Cnn, «la guerra in Iran costa agli Usa 40-50 miliardi»

La stima di 25 miliardi di dollari fornita ieri da un alto funzionario del Pentagono ai legislatori in merito al costo totale della guerra con l'Iran fino a oggi è una cifra al ribasso che non include il costo della riparazione
dei danni ingenti subiti dalle basi statunitensi nella regione. È quanto riferito alla Cnn da tre persone a conoscenza dei fatti. Una delle fonti ha affermato che la stima reale del costo si aggira intorno ai 40-50 miliardi di dollari, tenendo conto dei costi di ricostruzione delle installazioni militari statunitensi e della sostituzione delle infrastrutture distrutte. Gli attacchi iraniani nel Golfo, nei primi giorni della guerra, hanno danneggiato gravemente almeno nove siti militari statunitensi in sole 48 ore, colpendo strutture in Bahrein, Kuwait, Iraq, Emirati Arabi Uniti e Qatar, come riportato dalla Cnn.

Diversi sistemi radar e altre apparecchiature critiche statunitensi in Medio Oriente sarebbero stati distrutti dagli attacchi iraniani, tra cui il sistema radar di una batteria missilistica Thaad americana in Giordania e gli edifici che ospitano sistemi radar simili in due località degli Emirati Arabi Uniti. Un aereo E-3 Sentry dell'aeronautica statunitense è stato inoltre distrutto in un attacco iraniano contro una base aerea in Arabia Saudita. Il funzionario del Pentagono che attualmente ricopre la carica di responsabile finanziario dell'agenzia, ha dichiarato ieri alla Commissione per le Forze Armate della Camera che «la maggior parte» dei 25 miliardi di dollari di spesa da lui citati
è stata destinata alle munizioni, e il Segretario alla Difesa Pete Hegseth si è rifiutato di specificare se tale cifra includesse anche la riparazione dei danni alle basi statunitensi.

0:12 | 01 Maggio

Pentagono, finora la guerra è costata 25 miliardi dollari

«Approssimativamente, a oggi stiamo spendendo circa 25 miliardi di dollari per l'Operazione Epic Fury». Lo ha dichiarato il sottosegretario all'Esercito al Pentagono, Jules Hurst, in audizione in commissione Forze Armate alla Camera Usa. «La maggior parte di questa somma è destinata alle munizioni. Ovviamente, comprende anche le spese di gestione e manutenzione, le attrezzature e il personale», ha spiegato.

0:08 | 01 Maggio

Axios, Centcom ha preparato nuova ondata attacchi

Centcom, il Comando centrale americano, ha preparato un piano per «una breve e potente» ondata di raid sull'Iran nella speranza di sbloccare i negoziati. Lo riporta Axios citando tre fonti. Questo anche se lo stesso Trump ha detto che il blocco dello Stretto di Hormuz è al momento la cosa più efficace, anche rispetto all'idea di nuovi bombardamenti.

0:02 | 30 Aprile

Centcom, «bloccate 42 petroliere, per l'Iran perdita di 6 miliardi»

«Le forze americane hanno raggiunto un traguardo significativo, riuscendo a deviare la rotta della 42esima nave mercantile che tentava di violare il blocco» dello Stretto di Hormuz. Lo riporta una dichiarazione
dell'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, il Comando centrale delle forze armate Usa che copre il Medio Oriente. «Attualmente, 41 petroliere con 69 milioni di barili di petrolio non possono essere vendute dal regime iraniano. Si tratta di una perdita stimata di oltre 6 miliardi di dollari, di cui la
leadership iraniana non potrà beneficiare economicamente», ha aggiunto Cooper.

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